Iperattività nei Bambini

21/02/2017

COS’È L’IPERATTIVITÀ?

“Mio figlio è un terremoto! Non sta mai fermo!”: è una frase che si sente dire spesso dai genitori. Alcuni esagerano per scherzare, altri purtroppo hanno davvero a che fare con dei piccoli terremoti. Non è raro che i bambini siano vivaci e disattenti: dimostrano l’entusiasmo di chi sta imparando a conoscere il mondo. Ma quando si può parlare di iperattività nei bambini?
Circa 4 bambini su 100 sono dichiarati iperattivi. La sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività (detta AD/HD) è un disturbo comportamentale caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso il normale sviluppo dell’integrazione sociale dei bambini.

Si può cominciare a ipotizzare che un bambino sia affetto da iperattività quando:
– non riesce a concentrarsi su un compito specifico
– mostra aggressività anche senza una reale provocazione
– ha ripetuti incidenti, dovuti alla disattenzione
– non riesce a fare amicizie
– non rispetta i turni per parlare e, se qualcuno parla, smette di prestargli attenzione
– spesso perde o rompe i suoi oggetti
– non riesce a stare fermo o seduto per troppo tempo
– sembra che la sua mente sia altrove e raramente ascolta ciò che gli si dice

In gruppo i bambini iperattivi risultano talvolta come i buffoni di corte o come i compagni litigiosi. Capita che i coetanei abbiano paura di loro, ma qualche volta si lasciano trascinare. A volte sono derisi, altre evitati e, nonostante il loro comportamento clownesco, provano spesso disappunto e tristezza. Non è raro che abbiano sfoghi di pianto o di collera.

COME COMPORTARSI CON I BAMBINI IPERATTIVI

È difficile gestire i bambini iperattivi. Bisogna sempre ricordarsi che loro non hanno colpa per ciò che fanno, perché non dipende dalla loro volontà. Ma nemmeno hanno colpa i loro genitori, che purtroppo vengono spesso additati come degli incapaci, come se il loro comportamento fosse imputabile a una cattiva educazione e non a un disturbo. Il loro modo di agire è solo la conseguenza della carenza di attenzione e/o dell’impulsività. Gran parte dei bambini iperattivi, se aiutati tempestivamente, riescono ad avere una vita scolastica e sociale adeguata.

QUALCHE CONSIGLIO PER  GESTIRE I BAMBINI IPERATTIVI

Ovviamente i consigli migliori li possono dare gli psicologi dell’infanzia, a cui potete rivolgervi se notate comportamenti che credete nascondano qualcosa di più profondo della semplice vivacità. Per l’eventuale cura nel mondo scientifico si tende a riconoscere l’utilità di integrare interventi educativi, psicologici e di supporto famigliare. Solo dove si ritiene sia davvero necessario si può ricorrere anche alla cura farmacologica.

Ecco invece qualche consiglio per gestire la quotidianità con i bambini iperattivi:

– andare all’asilo nido e alla scuola materna aiuta l’inserimento del bambino nella vita sociale
– i bambini iperattivi hanno bisogno di una disciplina il più possibile pianificata.
Imponete poche regole, ma che siano chiare e fatele rispettare.
Evitate di usare sempre negazioni (“non correre”, “smettila”, “non gridare”) ma dategli alternative
– non riempitelo di giocattoli, se sono troppi si distrae prima; fornitegli giochi sicuri e possibilmente
infrangibili, uno per volta.
Favorite giochi strutturati (come le costruzioni) ed evitate quelli che che lo farebbero scatenare,
come il pallone o la pittura
– limitate i giochi di movimento e sfruttateli solo nei momenti di sfogo delle energie in eccesso
– tenete in ordine la casa: il bambino si scatena meno se tutt’intorno c’è ordine e ci sono regole.
Siate costanti in alcune situazioni: l’ora di andare a letto la sera, quella del risveglio, l’ora dei pasti,
del sonnellino pomeridiano.
Più l’ambiente è tranquillo e silenzioso, meglio è: ci sono meno stimoli. Niente TV, niente radio.
– quando un bambino è stanco, non si sa controllare e l’iperattività è ancor più evidente: fatelo dormire.
Se non ne vuole sapere, coccolatelo per addormentarlo
– non applicate castighi di tipo fisico. Il bambino iperattivo può diventare aggressivo:
evitate di quindi di punirlo con aggressività, si rafforzerebbe nell’idea di essere nel giusto quando
si comporta con violenza. Piuttosto, privatelo di un gioco o mettetelo in un angolo in silenzio.
Premiatelo sempre quando porta a termine un lavoro
– poiché il livello di attenzione del bambino è scarso, se dovete punirlo, fatelo subito dopo che ha combinato
una marachella, in modo che capisca il senso della vostra punizione. Non gridate quando lo volete
correggere, perché vi imiterà: meglio tenere un tono di voce fermo e calmo
– proteggetelo dai giudizi delle persone che gli stanno intorno.
E non abbiate paura a spiegare cos’è l’iperattività a chi vi giudicherà come genitori “incompetenti”!

“NON RIESCO A FERMARMI!”, IL LIBRO DELLO PSICOLOGO UBERTO ZACCARDI MERLI

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