• Come fare quando tuo figlio viene morso al nido? Ecco le migliori strategie in 3 mosse

    morso1 gokSuccede, è fisiologico e naturale. Tutti i bambini mordono sia a casa che al nido (la loro prima comunità …chiamiamolo così); lo fanno dal 10 mese fino ai 24 mesi in modo più frequente per poi scemare verso i 36 mesi. Questi sono mesi indicativi, è chiaro che non vi è problema se succede sporadicamente prima o dopo, serve darci un arco temporale un riferimento che ti aiuti a capire quando la frase “ma tanto mordono tutti è normale a quest’età” non vale più! Il primo  morso al nido arriva sempre, per tutti i bambini e per tutti i genitori!

    I bambini verso i 12 mesi di età mordono perchè è un modo per scoprire tutto quello che lo circonda. Già dai sei/otto mesi di vita il bimbo porta tutto alla bocca: questo è il modo migliore per scoprire e riconoscere gli oggetti,che forma hanno, quale sapore e quale odore. Man mano che compaiono i denti, il bambino tende a contrarre le gengive, è naturale se pensiamo quanto il bambino debbe tenerle “allenate” per far spuntare i vari denti!

    I bambini sotto l’anno di vita iniziano a mordere e lo ripetono, oltre che per contrarre le gengive, anche perchè i ridolini e le risatine di mamma e papà ai suoi morsi gli fanno intuire che ne siano contenti e abbiano piacere riceverne ancora! Verso i due anni man mano che lo fa si accorge che il genitore gli parla, magari anche sgridandolo perchè morde, ed allora associa il morso con l’attenzione data dal genitore, e siccome gli piace ricevere attenzione probabilmente continuerà a creare situaizoni simili, a volte usandoil morso, a volte lo spintone ecc…il risultato è che anche dalle reazioni dei genitori apprende come ad azione (il morso) segua una reazione (genitore che gli dà attenzione). Il morso utilizzato dal bambino verso i tre anni potrebbe essere uno sfogo di rabbia, un modo he ha stare in relazione con i compagni di sezione ed esserne il leader ed ottenere dei benefici precisi.

    In ogni caso, qualsiasi sia l’età del bambino, il morso spaventa moltissimo i genitori, soprattutto se l’episodio avviene al nido. Quando le educatrici comunicano ai genitori che il loro figlio è stato morso, vedo i genitori impallidire e preoccuparsi. E’ successo anche a te?

    Ecco allora 3 semplici mosse per alleggerire il peso emotivo del morso:

    1) Ricorda che i bambini confondono il morso con il bacio. Metti una crema lenitiva dove ha il segno del morso e dagli tu un bacio.

    2) Non mordere o moridicchiare tuo figlio nemmeno per scherzo. Dato che è solo questione di tempo, quando tuo figlio inizierà a mordere lui i compagni al nido, dovrà poter contare sulle tue idee chiare e la prima idea chiara da avere è “Non si morde nemmeno per scherzo”. Bene , essenziale è comunicarglielo in modo deciso e fermo.

    3) Evita di dare troppa enfasi al morso continuando a parlarne in sua presenza. Tuo figlio domani tornerà al nido, ha bisogno di sapere che sei sereno nel mandarlo e che lui là è al sicuro. Essere al sicuro al nido per un bambino significa “essere in un nido con tanti bambini che stanno crescendo come me dove tante educatrici ci fanno fare le cose di ogni giorno tutti assieme”. L’assenza totale di pericoli nel nido, così come una sovraesposizione,  non è prevista!!!

    Ecco: in sintesi il nodo della questione è che un morso non mette tuo figlio in un pericolo tale da doverti preoccupare eccessivamente. Il fatto che tu  non sia presente quando avviene è sicuramente una complicanza e richiede che rinnovi dentro di te la stima e la fiducia verso il nido che hai scelto e le sue educatrici. Chiedi un colloquio all’educatrice del tuo bambino se ti può essere di aiuto per gestirlo al meglio a casa ed eviatre di dire frasi o fare azioni che amplifichino l’evento morso.

    E tu come hai fatto quanto ti è successo? Le 3 mosse possono essere utili secondo te? A te la parola e… grazie per la condivisione.

    FONTE WEB:http://www.genitoriok.it/0-6-anni/morso-nido/

     


  • Bambini stanchi e capricciosi? E’ il mal di primavera!

    Bambini stanchi e capricciosi? E’ il mal di primavera!

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    Come si presenta la sindrome della primavera nei bambini? I consigli per aiutare i più piccoli a combattere stanchezza, astenia, sonnolenza e la voglia di non fare nulla

    Sindrome della primavera nei bambini

    Aprile (dolce dormire) e maggio, sono mesi bellissimi, sono i mesi che ci traghettano dalla primavera all’estate, e con essi si risveglia la natura, la voglia di uscire, le giornate si fanno lunghissime… perchè allora ci sentiamo così stanchi, spossati e vorremmo solo dormire? E soprattutto perché anche i bimbi sono così fiacchi, svogliati, ciondolanti, senza la voglia di fare nulla e magari pure malaticci? In questa stagione sono maggiori gli sbalzi atmosferici; basti pensare ai bruschi salti di temperatura da calda a fredda che si stanno alternando in questi giorni.

    Per non parlare dei soggetti allergici per i quali questi purtroppo sono mesi terribili. Che fare allora per combattere fastidi legati ad allergie e stanchezza? E’ ‘la sindrome della primavera‘, un insieme di lievi malesseri in arrivo con la bella stagione. Ad accusare i primi sintomi sono soprattutto i più piccoli.

    Allergia al polline nei bambini, sintomi e cure

    I cambiamenti della durata di luce-buio e dell’aumento della temperatura hanno effetti sul nostro organismo e tutti quanti abbiamo bisogno di riabituarci. Secondo i pediatri, per alleviare l’astenia e spossatezza non bisogna trascurare il sonno e l’alimentazione. I bambini evono dormire almeno 8-9 ore al giorno e riposare bene. I segnali di affaticamento, nei bambini, possono essere  a volte difficili da leggere. Il bambino affaticato si sente stanco già al mattino, fa fatica ad alzarsi dal letto, appare più apatico, a scuola fa fatica a concentrarsi e magari, però poi quando è ora di dormire, non riesce ad addormentarsi. Può lamentare anche piccoli disagi, come mal di pancia o mal di testa. L’umore diventa capriccioso e lunatico con nervosismo e, nei più piccoli, scoppi di pianto improvvisi.

    La stanchezza primaverile può anche indicare che l’attività del metabolismo del nostro bambino è rallentata, specialmente se mangia in modo un po’ sregolato, tende al sovrappeso e più in particolare la sua alimentazione è ricca di zuccheri raffinati e alimenti grassi. Cerchiamo quindi di riequilibrare la dieta: carni bianche e ancora meglio del pesce, soprattutto quello azzurro, tanta frutta e verdura di stagione, possibilmente crude. Come spuntino fuori pasto, anche nel latte o nello yogurt, un po’ di frutta secca (tre pezzi al giorno): noci, mandorle e nocciole danno energia

    I bambini in sovrappeso, soprattutto, andrebbero esortati al consumo di frutta di stagione come banane, fragole, pesche, albicocche, ciliege, angurie. Anche il gelato alla frutta va bene.


  • La prevenzione degli incidenti domestici

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    La prevenzione degli incidenti domestici

    Gli incidenti domestici sono rilevanti per la sanità pubblica dei Paesi sviluppati perché causano disabilità, sofferenza e nei casi più gravi possono perfino essere mortali. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità gli incidenti domestici sono la prima causa di morte nei bambini. Le donne sono la categoria più a rischio perché più esposte all’ambiente domestico, ma sembra che nessuna fascia di età ne sia esente.
    Con questa guida si vuole fornire ai cittadini una guida utile per comprendere le principali cause e capire come intervenire per la prevenzione dei principali incidenti domestici. In particolare si cercherà di rispondere ai seguenti quesiti:

    1. Che cosa si intende per incidente domestico?
    2. Quali sono le categorie più a rischio?

    3. Quali sono gli incidenti più frequenti?
    4. Quali sono le cause principali?
    5. Come si possono prevenire gli incidenti domestici?

    Che cosa si intende per incidente domestico?

    Secondo la definizione data dall’Istituto nazionale di statistica, l’infortunio di tipo domestico è un incidente che si può definire sulla base di alcune caratteristiche:
    – comporta la compromissione temporanea o definitiva delle condizioni di salute di una persona, a causa di lesioni di vario tipo;
    – si verifica indipendentemente dalla volontà;
    – si verifica in un’abitazione.

    E’ vero che un incidente che si verifica nel giardino dell’abitazione non è considerato un incidente domestico?

     

    Quali sono le categorie più a rischio?

    Le donne sono le persone con maggiori probabilità di infortunarsi (secondo le statistiche sono coinvolte infatti nel 68% degli incidenti domestici), seguono gli anziani che, a partire dai 65 anni, vanno incontro a rischi via via maggiori, i bambini fino ai 5 anni, le persone che sono in cerca di occupazione e le persone meno istruite.
    L’aumento del rischio, come facilmente comprensibile, è direttamente proporzionale al numero di ore che si trascorrono in casa e alle attività domestiche: le donne sono ancora oggi la categoria che rimane più a lungo fra le mura domestiche e che ha un contatto più frequente con oggetti, utensili ed elettrodomestici che possono essere all’origine di un infortunio (taglio, ustione, eccetera). Le casalinghe in particolare sono le più a rischio (quasi 4 incidenti su 10 riguardano le casalinghe).

    Bambini

    Secondo i dati Istat, in Italia in un trimestre sono coinvolti in incidenti domestici oltre 700.000 persone. Rapportando i dati sui 12 mesi si stima che nel corso dell’anno siano circa 3 milioni le persone colpite da eventi di questo tipo.

    E’ vero che le donne di tutte le età sono la categoria più a rischio di incidente domestico?

     

    Quali sono gli incidenti più frequenti?

    Secondo i dati del SINIACA, il Sistema informativo nazionale sugli incidenti in ambiente di civile abitazione dell’Istituto superiore di sanità, gli incidenti domestici più frequenti sono le cadute (40% degli incidenti domestici), le ferite da taglio o punta (15%), gli urti o schiacciamenti (12%). Sulla base delle statistiche correnti si può stimare che le cadute degli anziani con più di 65 anni siano responsabili dei due terzi di tutte le morti per incidente domestico. Le cause di questo tipo di incidente sono molteplici: presenza di pavimenti bagnati o cerati, pavimenti non antiscivolo, scorretto uso delle scale, presenza di condizioni morbose che facilitano la frattura in caso di caduta, come l’osteoporosi.

    Gli incidenti domestici più frequenti sono le cadute     Cadute degli anziani

     

    E’ vero che la testa è la parte del corpo più spesso coinvolta in incidenti domestici?
    E’ vero che chi è caduto ha un rischio maggiore di cadere nuovamente?
    E’ vero che gli avvelenamenti sono uno degli incidenti domestici più frequenti nei bambini?
    E’ vero che l’ingestione di pile/batterie è uno degli incidenti domestici più frequenti tra i bambini?

     

    Quali sono le cause principali?

    All’origine degli incidenti domestici ci sono principalmente 4 cause:

    1. caratteristiche dell’abitazione (per esempio la presenza di scale, pavimento scivoloso, presenza di fili elettrici sul pavimento);
    2. cause comportamentali legate a un cattivo utilizzo delle apparecchiature (per esempio scarsa attenzione all’uso degli elettrodomestici, scarsa percezione dei rischi);
    3. fattori associati alle condizioni di salute (per esempio scarsa mobilità);
    4. fattori non facilmente individuabili legati ad alcuni stili di vita o abitudini (per esempio uso di alcol, presenza di amianto, presenza in appartamento di piante tossiche o velenose, uso di farmaci).

     

    E’ vero che la distrazione è una delle principali cause di incidente domestico?
    E’ vero che l’invecchiamento è una delle principali cause di incidente domestico?
    E’ vero che alcuni ambienti sono più spesso causa di incidente domestico?
    E’ vero che molti casi di folgorazione sono associati a un errato uso di phon e apparecchi elettrici?
    E’ vero che nell’anziano i farmaci sono una delle possibili cause di incidente domestico?

     

    Come si possono prevenire gli incidenti domestici?

    Considerando che molti degli incidenti domestici si verificano per distrazione bisognerebbe cercare di autodisciplinarsi per ridurre i rischi. In particolare si raccomanda di:
    – evitare il contatto ravvicinato di parti del corpo a stufe o apparecchi elettrici per non correre il rischio di ustioni;
    – prima di andare a dormire accertarsi che gli apparecchi usati per scaldare il letto (scaldini o termocoperte o altro) siano spenti;
    – tenere lontano da stufe elettriche o a gas qualsiasi tessuto o materiale infiammabile (tende, tappeti, tappezzerie);
    – non utilizzare stufe o apparecchi elettrici che appaiono danneggiati o con il cavo di alimentazione in cattivo stato;
    – non accostare i fili elettrici a fonti di calore;
    – evitare di sovraccaricare le prese elettriche;
    – non utilizzare nella stanza da bagno stufe o altri apparecchi elettrici in prossimità dell’acqua o toccarli con le mani e/o il corpo bagnati.
    Si segnala inoltre il sito Genitori Più sostenuto dal Ministero della salute, nel quale i genitori e in particolare i neo genitori possono trovare consigli per favorire la salute dei propri figli e prevenire gli incidenti più frequenti.

    E’ vero che è possibile prevenire il rischio di incidenti causati all’impianto elettrico?
    E’ vero che vi sono alcune norme da seguire per ridurre i rischi associati agli impianti di riscaldamento?
    E’ vero che in fase di progettazione della casa si può intervenire per ridurre il rischio di incidenti domestici?
    E’ vero che in fase di progettazione della casa si può intervenire per ridurre il rischio di incidenti domestici?
    E’ vero che l’attività fisica riduce il rischio di incidente domestico negli anziani?
    E’ vero che per prevenire gli incidenti domestici può essere utile coinvolgere e responsabilizzare i bambini più grandi?
    fonte http://www.infermieriperlasalute.it/guide/la-prevenzione-degli-incidenti-domestici-id18.htm